Giovanni Gastel: atmosfera e poesia della fotografia

Giovanni Gastel-styling Elisa Ossino-courtesy Elle Decor Italia-Ritratti di Living

Foto di Giovanni Gastel; styling Elisa Orsino; courtesy Elle Decor Italia

12 Marzo 2022

G iovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955. La sua passione per la fotografia, iniziata negli anni ’70, già tra il ‘75 e ‘76 lo porta a lavorare per la prestigiosa casa d’aste londinese Christie’s. La svolta nella sua carriera avviene nel 1981, quando Carla Ghilieri diviene il suo agente: è lei ad introdurlo a quel mondo della moda che sarà il primo genere fotografico, ma non l’unico, a rendere famoso Gastel. Nel 1982 ha inizio la sua collaborazione con Vogue Italia e, poi, con Edimoda, con Mondo Uomo e Donna. Tra gli anni ’80 e ’90, Gastel si afferma sempre più come fotografo di moda e, parallelamente al successo crescente nel mondo del “Made in Italy”, Gastel sviluppa diverse campagne pubblicitarie per le più prestigiose case di moda italiane: Versace, Missoni, Tod’s, Trussardi, Krizia e Ferragamo. Il successo rapidamente ottenuto in Italia gli apre le porte di Parigi, con le collaborazioni con le case di moda di Dior, Nina Ricci e Guerlain, e ben presto con altre non meno importanti nel Regno Unito e in Spagna.

Giovanni Gastel è un fotografo che coniuga grandi capacità tecniche con una prorompente creatività e, oltre alle sue doti di fotografo, possiede un tratto umano, una cultura ed una sensibilità che lo hanno fatto apprezzare da tutti i professionisti con cui ha collaborato. Il suo stile fotografico ha preso ispirazione dal mondo reale, ma la sua fotografia si concretizza nelle riprese fatte in studio, che danno vita ad un gran numero di progetti fotografici di grande successo.

Alla fine degli anni ’80 Gastel inizia a ideare le sue singolari immagini chimeriche, le metamorfosi tra persone ed esseri compositi, che negli anni successivi spesso caratterizzano molte delle sue produzioni come gli “Angeli caduti”, fotografie di modelle con le ali che esprimono una grande atmosfera e poesia, e le “Metamorfosi”, fotografie in cui la sovrapposizione dell’immagine della modella con conchiglie, fiori, foglie, farfalle crea una realtà distopica, elegantissima. Per realizzare le sue fotografie sfrutta le sue doti di “creativo” unite alla pratica artigianale di alto profilo ed alla ricerca fotografica. Ne è un esempio “I gioielli della fantasia”, un progetto che gli viene commissionato da Swarovski nel 1991. La sua interpretazione fantasiosa, originalissima dei gioielli diviene una narrazione surreale che ricorda il genere dei quadri dell’Arcimboldo, di estrema eleganza ma allo stesso tempo di grande ironia. Gastel, in questo caso, prima ha fotografato le modelle in grande formato, poi ha ri-fotografato i ritratti con la sovrapposizione dei gioielli, composti in modo da ottenere immagini assolutamente innovative e surreali.

Parallelamente alla sua attività di fotografo della moda che gli dà una grande notorietà, Gastel sente la necessità di aumentare la sua libertà di espressione e di dedicarsi anche a progetti fotografici senza committenza, dove la sua creatività non sia vincolata. Il primo riscontro importante di questa attività è la personale del 1997 alla Triennale di Milano curata dal grande critico d’arte, Germano Celant. Questa mostra estende il palcoscenico di Gastel agli appassionati di fotografia artistica: è da allora che le sue immagini iniziano a comparire sulle riviste specializzate che pubblicano le fotografie dei più importanti autori italiani ed internazionali.

Gastel è un fotografo capace di utilizzare la tecnologia che il suo tempo mette a disposizione ed accoglie con entusiasmo la nascita del formato digitale. Dirà poi che il passaggio dall’analogico al digitale ha segnato la sua storia, poiché il digitale ha significato per lui un’assoluta libertà e possibilità espressive più ampie. Cosciente delle sue qualità afferma: «i creativi devono lavorare su ciò che li differenzia dagli altri: la propria unicità», infatti si serve sempre di più della creatività e della fantasia anche nei progetti “commerciali” così le immagini che produce sono uniche e riconoscibili.

Dal 2011 inizia a produrre per la rivista Elle Decor una serie di progetti con fotografie ispirate alla metafisica (“Be soft”, “Un altro bianco”) ed al surrealismo (“Design magico”), con fotografie che riprendono figure ed atmosfere dei quadri di Magritte, o altri pittori (“Coup de foudre”). In “Storie di living” le sue immagini ricreano in modo esemplare l’atmosfera di una realtà sospesa simile a quella degli ambienti delle opere di Edward Hopper, a cui sono ispirate e dedicate; seguono molte altre immagini più liberamente ispirate ad atmosfere surreali (“Living with colors”). Nel 2017 ancora per la rivista Elle Decor, Gastel produce “Otto personaggi in cerca di occhiali” dove si serve degli oggetti più disparati (collane, forchette, spremiagrumi) per ideare, comporre e fotografare questi personaggi immaginari, stilizzati, surreali e divertenti che indossano le otto montature degli occhiali del titolo. Il suo stile fotografico e la sua creatività vengono riconosciute ed apprezzate dal mondo della critica. Queste sue qualità unite alla sua capacità comunicativa facilitano l’approccio ad un altro importante capitolo della sua attività: il ritratto.

Negli anni 2000, Gastel si appassiona al ritratto e vi si dedica con passione. Dei suoi personaggi ritratti dice: «Io non sono uno specchio, io sono un filtro. Il ritratto che io farò di te sei tu, filtrato da quello che sono io (le mie paure, le mie gioie, le mie solitudini, le mie poesie); uscirai sotto forme di interpretazione di te. Io do la mia lettura che non è la lettura assoluta. Io filtro attraverso tutto quello che ho letto, visto, studiato e ti restituisco…». Il lavoro sui ritratti delle persone incontrate durante la sua carriera (“L’eleganza del segno”, “Questione di feeling”) culmina in una mostra al Museo Maxxi di Roma nell’anno 2020 con 200 ritratti di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo e della politica: un vero palcoscenico di molti dei protagonisti degli ultimi decenni; questa mostra viene riproposta anche a Milano alla Triennale.

Giovanni Gastel è mancato un anno or sono, il 13 marzo 2021 per complicazioni dovute all’infezione da Covid-19.

Giovanni Gastel

Giovanni Gastel - Courtesy Elle Decor Italia

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, è l’ultimo di sette figli e sua mamma è sorella di Luchino Visconti. Fin da giovanissimo dimostra uno spiccato interesse per l’arte e la letteratura che preferisce al mondo reale. A 12 anni entra a far parte come attore della compagnia di teatro sperimentale diretta da una delle sorelle. A quattordici anni l’editore Cortina pubblica una sua raccolta di poesie e Giovanni sogna di diventare poeta di professione. Dopo pochi anni inizia a frequentare il Bar Giamaica di Milano dove conosce Eugenio Montale ed Elio Vittorini, che contribuiscono ad accentuare il suo interesse per la letteratura. Contemporaneamente Gastel inizia a studiare e praticare da autodidatta la fotografia. A 16 anni, il parere di alcuni amici, ma soprattutto il giudizio positivo che lo zio Luchino aveva espresso guardando alcune sue fotografie, lo incoraggiano a proseguire nell’esperienza di fotografo, che da allora diventa il suo principale interesse, da allora continua a scrivere poesie per hobby, ma si dedica con trasporto totale alla fotografia. Dopo i primi anni di “gavetta”, non tardano ad arrivare i primi successi che si concretizzano nel campo della moda, prima in Italia e poi in ambiente internazionale. Nel 1997 ha il primo grande riconoscimento come fotografo a tutto campo con la mostra alla Triennale di Milano. Seguono anni in cui collabora con le più importanti riviste di moda, poi con riviste di design; contemporaneamente si dedica alla foto artistica senza committenza, allo still life ed al ritratto ottenendo dal mondo della fotografia importanti riconoscimenti in tutti i campi. La sua creatività che si manifesta in sala di posa, gli permette di adattare le richieste al suo stile fotografico fantasioso senza tradire nessun committente. Usava dire: ”non c’è limite alla creatività”. È mancato il 13 marzo del 2021 per complicazioni dell’infezione da Covid-19. Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, tra cui ricordiamo: I gioielli della fantasia, Maschere e spettri, Similitudini, The people I like e l’autobiografico Un eterno istante. Le sue fotografie sono state esposte in più di sessanta mostre in prestigiose gallerie di tutto il mondo. È stato presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti nel 1996 e nel 2012; il suo ritorno alla presidenza è coinciso con profondi cambiamenti che lo hanno portato alla fondazione dell'"Associazione Fotografi Professionisti". E’ stato membro del consiglio di amministrazione del Museo di fotografia contemporanea e partner istituzionale della Triennale di Milano.

Giovanni Gastel - Courtesy Elle Decor Italia