Lartigue il fotografo della “Belle Epoque”

© Lartigue - La Baule, 1979

© Lartigue - La Baule, 1979

8 Luglio 2021

Jacques H. Lartigue inizia a fotografare all'età di sette anni e continuerà per tutta la vita con un’intensità che riflette la sua ossessione di scattare fotografie. Il suo archivio comprende più di 150 mila fotografie; lui stesso ha preparato 126 album fotografici che raccontano la sua storia.

Lartigue é stato definito il fotografo della “Belle Epoque” perché in gioventù ha immortalato la vita mondana di quel mondo facoltoso in cui viveva, con i ricevimenti, gli svaghi, gli eventi sportivi e il passeggio delle signore in abiti eleganti per i viali di Parigi.

Egli continuerà per tutta la vita a testimoniare con le sue fotografie la prosperità della società in cui ha vissuto: le sue donne sono sempre belle ed allegre, l’atmosfera è sempre giocosa, quasi irreale. La sua non è una fotografia intellettuale, i suoi soggetti sono le persone che lo circondano (il fratello, i parenti, gli amici, gli amori), le cose che suscitano il suo interesse, come gli sport (tennis, pattinaggio, tuffi, sci) o il mondo che cambia (le auto da corsa, gli esperimenti di volo delle macchine volanti costruite dal fratello).

Nella seconda parte della sua vita, quando ormai è divenuto un acclamato fotografo, ritrae anche i personaggi famosi che glielo chiedono. Le sue inquadrature sono spesso originali, dal basso, assolutamente insolite per il suo tempo. Molti dei suoi scatti rendono eterno un attimo fugace, come le sue ricorrenti fotografie di persone sospese nello spazio, che saltano o che si tuffano.

Nei suoi ritratti di personaggi in volo compare persino Richard Avedon mentre salta sul set fotografico. Lartigue sceglie più o meno inconsciamente di fotografare solo gli eventi allegri, gli avvenimenti che lo rendono felice e che perciò vuole rendere imperituri nella sua memoria.

Durante la sua vita si svolgono anche eventi drammatici come le due guerre mondiali e l’occupazione tedesca di Parigi, dove vive, ma nelle sue fotografie, come sempre, non vi è traccia di tragedie o di eventi funesti; in quel periodo Lartigue si rifugia in una villa sulla Costa Azzurra a dipingere e a catalogare le sue fotografie.

Ci dà lui stesso la chiave di lettura delle sue foto: “A volte mi è stato detto che nelle mie fotografie non ci sono momenti tragici. Ma io non li evito, quello che succede è che non voglio conservarli, nemmeno nella mia memoria, perché fanno male. Durante la guerra e la liberazione di Parigi ho fatto delle foto un po' tragiche, ma erano pochissime.”

Nel 1924 muore sua figlia Veronique, di tre mesi, ma anche di questo funesto evento non rimane traccia nei suoi diari fotografici. Lartigue ama le innovazioni ed è attratto dalle persone e dai veicoli in movimento, che ritrae con destrezza, come la famosa auto da corsa congelata in movimento del 1912, che appare deformata per la velocità e che ricorda alcuni quadri di Balla.

La maggior parte delle sue fotografie è in bianco e nero, anche se già nel 1911 ha utilizzato le lastre autocromate attratto dalla possibilità di fotografare a colori. Quando la fotografia a colori è entrata prepotentemente nell’uso comune, ha fotografato anche a colori, ma il bianco e nero è rimasto il suo stile prediletto.

Raccolta immagini

Jacques Henry Lartigue

Nasce nel 1894 a Courbevoie, nella banlieu parigina, suo padre è un importante banchiere, una delle persone più ricche di Francia. A 7 anni riceve in regalo una fotocamera con cui inizia a fotografare il mondo in cui vive. A 10 anni inizia a fare esperimenti Fotografici come le doppie esposizioni. Il suo status gli consente di evitare tutti i doveri sociali dei suoi contemporanei: non frequenta la scuola tradizionale ma viene educato da un precettore, non svolge il servizio militare, vive evitando di condividere col mondo gli avvenimenti dolorosi o fastidiosi con cui i suoi contemporanei devono necessariamente convivere. Durante la sua vita si sono succedute due guerre mondiali, ma lui non ha mai indossato la divisa e non ha mai svolto un lavoro dipendente. Durante la prima guerra mondiale inizia la sua attività di pittore con un buon successo, espone i suoi quadri in prestigiose gallerie d’arte di Parigi e finanche al Grand Palais. Alla fine della guerra si sposa con Bibi, figlia di un famoso compositore, direttore dell’Opera di Parigi. Nel 1934 sposa Coco, ma il matrimonio dura solo due anni. Nel 1942, durante l’occupazione tedesca di Parigi, si trasferisce con Florette (che sposerà a guerra finita) in una villa in Costa Azzurra dove dipinge quadri e cataloga le sue fotografie. Nel dopoguerra l’attività di fotografo diventerà la sua prediletta. Nel novembre 1963 la rivista Life pubblica dieci pagine con le sue fotografie sul vendutissimo numero dedicato alla morte di John F. Kennedy; questa circostanza gli frutta un’enorme notorietà. Da questo momento gode di grande fama anche come fotografo ed espone le sue fotografie in tutto il mondo. Lartigue non smetterà mai di fotografare fino alla morte avvenuta nel 1986 a 92 anni di età. Durante la sua vita, il suo status sociale unito alla sua attitudine artistica gli ha consentito di entrare in contatto, spesso in amicizia, con illustri personalità come Picasso (che immortala in centinaia di fotografie che lo ritraggono in ambiente casalingo) e Cocteau, John Kennedy e Giscard D’Estaing, Avedon (di cui sarà amico) e “Hiro" Wakabayashi, che hanno contribuito alla sua notorietà. Lartigue ha donato la sua intera produzione fotografica allo Stato Francese, compresi i 126 album di fotografie che costituiscono la narrazione della sua storia per immagini da lui stesso catalogate e corredate da appunti personali.