OFF di Lodi: spazio aperto alla fotografia

© Roberto Scordino - Distruggeranno la mia casa a Natale

© Roberto Scordino - Distruggeranno la mia casa a Natale

9 Ottobre 2021

Parliamo del Circuito OFF del Festival della Fotografia etica di Lodi con Roberto Menardo e Francesco Bondioli coordinatori della manifestazione.

Roberto Menardo, cuneese, 60 anni. Vive tra Lodi, dove lavora, e Torino. Appassionato fotografo, redattore della rivista online “Ludesan life – storie del territorio” e socio del “Gruppo Fotografico Progetto Immagine” (GFPI) di Lodi, è una delle anime organizzative del circuito OFF del Festival della fotografia Etica di Lodi.

Ciao Roberto, raccontaci innanzitutto come e quanto nasce l’idea di un circuito OFF del Festival della Fotografia Etica di Lodi.

Il Festival nasce nel 2010, mentre il primo circuito OFF viene organizzato nel 2013 ed è riservato ai soci del GFPI. Con l’edizione del 2017, a seguito alle numerose richieste di appassionati di fotografia si decide di aprire l’evento a tutti i fotografi, amatori e professionisti.

Il Festival della Fotografia Etica ha una precisa connotazione e identità. Qual è lo scopo del circuito OFF?

Sono due gli scopi principali. Il primo è quello di mettere a disposizione di tutti gli amanti della fotografia uno spazio per valorizzare e diffondere le proprie opere. Per questo motivo non ci sono vincoli tematici o di genere fotografico. Abbiamo mostre che spaziano dal paesaggio alla ritrattistica, dal reportage all’architettura. Contenuti comunque in linea con la nostra filosofia e adatti ai nostri spazi espositivi. Chiaramente abbiamo anche mostre su tematiche più strettamente inerenti la fotografia sociale, che sono esposte in aree dedicate. Il secondo scopo è quello di favorire l’offerta turistica e culturale della città, facendo rete con le attività produttive di Lodi. Le esposizioni in bar, ristoranti, librerie, negozi, sono una bellissima sorpresa per i turisti “di passaggio” e un’estensione del programma per i visitatori del Festival della Fotografia Etica. In questo modo portiamo la fotografia in ogni angolo della città, rendendo anche il festival più fruibile e aperto a tutti i visitatori.

Quando e dove si svolge?

Il Circuito OFF si svolge, in concomitanza con il Festival della fotografia Etica, a Lodi dal 25 settembre al 24 ottobre 2021. La novità di quest’anno è l’apertura di una sede dell’OFF a Milano presso il C.I.Q. (Centro Internazionale di Quartiere) in Via Fabio Massimo, 19, dove è esposta la mostra “Ethiopia” del fotografo Fabrizio Crippa.

Francesco Bondioli, 45 anni, di Lodi Vecchio, dove ha sempre vissuto e da dove fa il pendolare con Lodi, dove lavora. E’ membro del GFPI, di cui è stato anche consigliere. Dal 2014 fa parte dello staff organizzativo del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Dal 2016 coordina il Circuito OFF del Festival.

Ciao Francesco, organizzare e coordinare il circuito OFF è un impegno non indifferente. Come riuscite a portarlo a termine?

E’ la stessa domanda che ci poniamo io e Roberto tutti gli anni l’ultima domenica sera, preferibilmente davanti ad un gin tonic. Credo che la chiave del successo sia da ricercare nell’affiatamento del nostro gruppo di lavoro. Suona strano parlare di lavoro quando ci si diverte e ognuno di noi fa tutto ciò da volontario, ma preparare l’OFF richiede mesi di preparazione e impegno. Dalle prime riunioni di inizio anno per analizzare le cose che sono andate bene e quelle da migliorare dell’edizione precedente. Per poi proseguire con la ricerca dei locali espositivi, la stesura del bando di partecipazione, la preparazione per le iscrizioni dei fotografi, l’archiviazione dei lavori. Ed infine nella parte finale e concitata della selezione e dell’assegnazione contestuale delle sedi prescelte, naturalmente con il supporto ai fotografi in fase di allestimento. Per non dimenticare gli eventi da organizzare e promuovere sui canali social, gli imprevisti dell’ultimo momento e gli umori e il morale di tutti da tener sempre in considerazione. Naturalmente tutto questo sarebbe impossibile senza un gruppo di lavoro affiatato e motivato – mi riferisco a Marta, Morgana, Pino e Stefano (che cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente) - e senza la sana dose di “incoscienza” mia e di Roberto.

Con quale impatto sul territorio?

Quest’anno ospiteremo cintantacinque fotografi, coinvolgendo trentasette spazi pubblici e più di trenta eventi tra presentazioni di libri, vernissage ed incontri; oltre ad un ritorno economico per le attività commerciali che vi partecipano, il Circuito OFF rappresenta un momento di inclusione sociale permettendo l’accesso alle mostre a tutti, anche senza il biglietto del Festival. Ci tengo a evidenziare che i fotografi presenti nel Circuito OFF arrivano da otto regioni diverse. E questo ci consente di far conoscere la nostra città a tutta l’Italia.

Come si è caratterizzata questa edizione?

Non è semplice rispondere a questa domanda. Il Circuito OFF non ha un tema di riferimento, perciò diventa difficile trovare delle caratteristiche che lo identifichino. Istintivamente ti direi che è l’anno in cui si cerca di tornare alla normalità con le dovute precauzioni, dopo i vari lockdown della scorsa stagione.

Quali sono i lavori da segnalare?

Tutti i lavori meritano di essere visti, ce n’è per tutti i gusti, dall’impegnato (come il body shaming e l’emarginazione sociale) al più ludico. E poi ci sono i fotografi di LudesanLife (www.ludesanlife.it), la nostra rivista online fotografica, i fotografi della collettiva di Camaguey (Cuba) e molti altri che vi invitiamo a scoprire direttamente, magari tra un caffè e un aperitivo, nella nostra splendida città. Vi vogliamo segnalare però anche gli spazi ospitanti, come quello offertoci dalla Caritas Lodigiana che ci ha messo a disposizione la suggestiva cornice del cortile interno della Chiesa di San Lorenzo.

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