Il pasto del grifone

© Domenico Ruiu - Un giovane grifone si guarda intorno

© Domenico Ruiu - Un giovane grifone si guarda intorno

Domenico Ruiu è un fotografo naturalista e paesaggista che ha raggiunto una dimensione di livello internazionale, profondamente radicato nella sua terra di origine. Lo conoscevo per le sue foto di natura e paesaggio, per i libri e le copertine firmate per molte riviste, così durante un mio recente soggiorno in Sardegna l’ho contattato e ci siamo incontrati. La chiacchierata ha spaziato su vari temi incentrati sulla sua Sardegna che ama con tutti i sensi (come dargli torto?). Mi ha particolarmente affascinato il racconto del suo appassionato e ostinato inseguimento per catturare il pasto dei grifoni e ho deciso di proporre l’intervista ai lettori de “Il Milanese”.

Innanzitutto, perché i grifoni?

In Sardegna sopravvive l’unica colonia naturale di grifoni in Italia, nell’area intorno a Capo Marrargiu, sulla strada tra Alghero e Bosa (Li ho visto volare. NdA). In Sardegna esistevano tre specie di avvoltoi: il grifone (Gyps fulvus), l’avvoltoio monaco (Aegypius monachus) e il gipeto (Gypaetus barbatus). Fin dagli anni Settanta del secolo scorso l’avvoltoio monaco e il gipeto si erano estinti, soprattutto per i mutamenti ambientali, quindi la colonia di grifoni è particolarmente importante dal punto di vista naturalistico. Inoltre, su gurturju è un soggetto capace di far vivere forti emozioni.

Come hai pianificato la tua caccia fotografica al grifone?

Fotografo i grifoni da più di 40 anni e in questa occasione volevo riprendere le modalità, la tempistica le gerarchie e le precedenze del pasto di un animale di grandi dimensioni inserito in un paesaggio aspro ma spettacolare. Il grifone si nutre delle parti molli delle carcasse: non avendo un becco molto forte, a differenza dell’avvoltoio monaco, deve aspettare diverse settimane la frollatura e l’intenerimento delle carcasse prima di riuscire a cibarsi delle loro carni. Avevo perciò allertato alcuni amici della zona perché mi avvisassero quando si verificava la morte di qualche grossa bestia al pascolo brado. Alla fine di gennaio mi telefona Pietro, un caro amico di Villanova Monteleone, “Es’ morta un’acca a Monte Mannu, beni a bidere” (E’ morta una vacca a Monte Mannu, vieni a vedere”); a mia volta allerto i compagni di fotografia Antonello, Gianluca e Marco e il giorno dopo andiamo a bidere. Sul crinale alto del monte troviamo la carcassa della vacca accanto a un vecchio leccio piegato a bandiera dal maestrale. Iniziamo a costruire due capanni sfruttando due macchioni di rovo: uno quasi a ridosso dell’albero, l’altro a una quarantina di metri di distanza. Poi, con l’aiuto di alcuni pastori, sistemiamo meglio la carcassa sotto il leccio, in modo da sfruttare un'ambientazione perfetta con sullo sfondo il golfo di Alghero: uno scenario icona dell'ambiente del grifone.

E i grifoni sono arrivati?

Lì sono di casa e infatti li abbiamo visti che osservavano dall’alto le nostre manovre, ma non si sono avvicinati. Ci mettiamo d’accordo sulla campagna fotografica: sarà lunga, ci aspettano almeno 4 settimane di ascese notturne, con freddo, pioggia, nebbia, rare belle giornate. Io prendo il capanno più piccolo vicino al leccio, gli altri occupano il capanno grande, più panoramico.

Come inizia la campagna fotografica? Avete incontrato problemi?

Per arrivare ai capanni sul costone alle prime luci del giorno bisogna salire per circa un’ora, al buio. Nelle prime settimane non saliamo tutti i giorni. A febbraio in quella zona piove spesso, più o meno intensamente, per intere giornate, la nebbia avvolge il monte quasi tutto il giorno. Soprattutto dobbiamo fare i conti con il maestrale che ci flagella senza tregua (ne sa qualcosa il leccio piegato a bandiera!). I grifoni fanno la ruota attorno alla carcassa volando a bassa quota, ma sappiamo che stanno registrando le coordinate di un pasto a venire: devono aspettare che la carne si ammorbidisca per potersene cibare. In compenso ci sono i corvi che cercano di strappare qualche brandello facilmente accessibile. Qualche giorno dopo arriva un piccolo branco di dieci cani randagi, compresi tre cuccioli, perfettamente organizzati nella vigilanza: tengono lontani i corvi, inibiscono le volpi e impediscono ai cinghiali di avvicinarsi. Capiamo di avere un problema da risolvere quando in una giornata fredda ma finalmente limpida vediamo un maestoso grifone che si avvicina al leccio e il cane più grosso che si avventa sul grifone che subito abbandona il campo. L’indomani ritorniamo armati di cerbottana e dardi appuntiti: pungiamo tutti i cani che vengono a tiro. La strategia è vincente e quando i capanni sono occupati i cani girano alla larga. A metà febbraio, dopo l’episodio dei cani randagi, due colleghi abbandonano la compagnia. Arriva la fine di febbraio. I grifoni passano tutti i giorni e ogni tanto assaggiano la carcassa che è lì ormai da un mese; si posano sulle rocce poco distanti poi dopo qualche ora se ne vanno: non è ancora arrivato il momento giusto. Un mese di appostamenti ma ancora nessuna soddisfazione.

Che cosa vi fa continuare?

La grande passione. Ho un appuntamento con i grifoni e non voglio perderlo. Antonello è l’unico rimasto e mi segue negli appostamenti che dalla fine di febbraio diventano quotidiani, fino a quando dopo l’ennesima delusione, anche lui si sente frustrato e desiste. L’8 marzo salgo di notte. Il buio e la solitudine non mi pesano perché sono accompagnato da una sensazione indescrivibile che mi comunica che il contatto con i grifoni è stato attivato. Non è la prima volta che avverto questo stato d'animo coinvolgente: mi sento come se stessi andando a un appuntamento! Entro nel capanno, sistemo l’attrezzatura, mi rifocillo e li aspetto. Quando un corvo guarda in alto torcendo il collo, so che sono loro. Sono una quindicina, non perdono tempo e avanzano verso la carcassa della vacca con le ali spalancate, il collo proteso, bellissimi nel controluce del mattino.

L’amore per gli animali, la competenza ed esperienza ti permettono di riportare le scene che vedi e fotografi con una descrizione di notevole efficacia realistica. Descrivici il pasto dei grifoni.

Va in scena una rappresentazione senza tempo, di selvaggia e primitiva teatralità: molti sono a terra, uno fa da quinta posato sull’albero mentre altri volano intorno. Soffiano, urlano, si beccano, strappano, s’ingozzano. Un grifone molto vecchio con il piumaggio candido e un altro giovanissimo con il piumaggio scuro lucidissimo si minacciano a vicenda, poi mangiano uno a fianco dell’altro. Diversi avvoltoi vanno via ma subito ne arrivano ancora. Venti, trenta grifoni danzano, saltano, spalancano le ali, si beccano, stabiliscono gerarchie di pasto alternandosi brevemente sulla carcassa. Mangiano per tutto il giorno e solo al tramonto iniziano ad andare via. Il sole calante colora di rosso quelli che ancora stanno sulla carcassa, altri si sono infilati all’interno per ripulirla completamente. I ritardatari vanno via con l’ultima luce. Esco stremato dal capanno e finalmente posso riattivare le articolazioni intorpidite dalla lunga e scomoda immobilità, totalmente pervaso da uno stato di serena felicità.

Raccolta immagini

Domenico Ruiu

Domenico Ruiu

Fotografo e scrittore naturalista è autore di una ventina di libri sull'ambiente e sulla fauna della Sardegna (il primo libro è stato Caro grifone). Collabora con siti online, riviste, quotidiani e tv su temi di natura ambientale. Il suo volume fotografico di grande formato "Il fotografo dei rapaci" (quattro lingue, sardo compreso), è uno dei pochi libri da collezione a tema ambientale pubblicati in Europa. Per "gli alti meriti scientifici" della sua attività l'Università di Sassari nel 2014 gli ha conferito la "Laurea Magistrale ad Honorem". Nel 2015 gli è stato attribuito il riconoscimento nazionale "Premio Le Gru" quale Maestro di Fotografia Naturalistica. E' l'unico fotografo naturalista presente nella Galleria Internazionale Alidem - L'arte della fotografia (Milano). Negli ultimi anni ha realizzato una trilogia di volumi sulla natura della Sardegna per la casa editrice ILISSO di Nuoro: Montagne e Foreste della Sardegna; Animali di Sardegna - Mammiferi, Anfibi e Rettili; Animali di Sardegna – Gli Uccelli nel loro ambiente naturale.

Contatti: Email domenico.ruiu@tiscali.it
Sito web: www.domenicoruiu.it