XII edizione del Festival della fotografia etica di Lodi

© Bulent Kilic - Siria: dieci anni di conflitto

© Bulent Kilic - Siria: dieci anni di conflitto

11 Novembre 2021

Venti mostre e ottanta fotografi ci hanno raccontato storie inedite nella dodicesima edizione del Festival della Fotografia Etica che si è tenuta a Lodi dal 25 settembre al 24 ottobre.

A cominciare dai lavori vincitori delle sei sezioni del World Report Award, fulcro del festival. Una menzione particolare va a Nicolò Filippo Rosso che si è aggiudicato la categoria MASTER con “Exodus” e la categoria SHORT STORY con “Consumed by Grief”. Il primo lavoro documenta la lunga e sofferta marcia di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall'America centrale al Messico e agli Stati Uniti. Il secondo racconta del ritorno nel loro villaggio natio in Guatemala dei corpi di 13 migranti partiti in cerca di una nuova vita pochi mesi prima per il Texas, dove non fecero mai arrivo.

La categoria SPOTLIGHT è andata al polacco Jędrzej Nowicki con “The Scars”, resoconto della più grande protesta antigovernativa nella storia della Bielorussia. La sezione SINGLE SHOT ha visto vincitore il belga Alain Schroeder con “Saving Orangutans”, lavoro di denuncia del pericolo di estinzione dell’orango in Indonesia a causa della deforestazione incontrollata. La tedesca Jana Mai ha vinto la categoria STUDENT con il lavoro “The Descendants Of The Wolves”, ossia la storia di una minoranza turca di fede ortodossa cristiana, i “gagauzi”, che vive nell’area meridionale della Repubblica Moldova. Infine, la categoria FUTURE GENERATIONS è stata vinta da Daniele Vita con “Bagnanti”, che racconta di giovani adolescenti dei “quatteri” di Catania e della loro vita al limite della legalità.

Lo Spazio Approfondimento, ex Chiesa dell’Angelo, ha ospitato l’americano Eugene Richards, maestro del fotogiornalismo mondiale, con un lavoro che illustra le contraddizioni dell’America profonda del delta dell’Arkansas. Tra storie di povertà endemica, razzismo e violenza.

Tra le novità di quest’anno, nello Spazio Outdoor, abbiamo apprezzato la fotografa americana Ami Vitale con “A Daring Giraffe Rescue”, cronaca del salvataggio di un gruppo di giraffe di Rothschild dall'isola di Longicharo, un pinnacolo roccioso di lava nel mezzo del lago Baringo, nel Kenya occidentale. Nello stesso luogo, il fotografo olandese Jasper Doest con “Pandemic Pigeons - A Love Story”, ci ha raccontato di una coppia di piccioni selvatici che ha fatto amicizia con la famiglia del fotografo, isolata in casa durante la pandemia di Covid-19.

Nel Palazzo della Provincia, la sezione Uno Sguardo sul Nuovo Mondo, ha accolto due percorsi realizzati in collaborazione con Agence-France Presse: “Una nazione divisa” e “Siria: dieci anni di conflitto”. A Palazzo Barni abbiamo ammirato le opere dell’iraniano Farshid Tighehsaz, con la sua “The New Name of Death” che ha raccontato l’impatto dell’attuale pandemia in una nazione complessa come l’Iran.

Uno spazio importante è stato dedicato ad EMERGENCY. E’ anche stata l’occasione per ricordare Gino Strada attraverso le foto di Giulio Piscitelli realizzate in Afghanistan negli ospedali di Kabul e Lashkar Gah.

Nello spazio No Profit, presso il cortile della Fondazione Banca Popolare di Lodi, è stato presentato il progetto “Baba Yao. The Father Of All”, promosso dalla Fondazione Fútbol Más e realizzato dal fotografo Sebastian Gil Miranda. Si tratta della storia di Austin Ajowi, allenatore di calcio keniota di Mathare, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi e dell’Africa. Quando un infortunio al ginocchio ha compromesso la sua carriera da portiere, ha iniziato a ripulire montagne di spazzatura in una discarica nella sua comunità con l’obbiettivo di costruire un campo da gioco per i bambini della sua comunità che oggi si chiama “Austin Grounds”.

Due mostre non si si sono nel vicinissimo Comune di Montanaso Lombardo. Si tratta dei lavori di Fiorella Baldisserri e Lorenzo Pesce. Fiorella ha raccontato la storia di Morris Donini, bolognese conosciuto come Morris il “cinemaio”, che ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota per la chiusura forzata a causa della pandemia. Lorenzo invece ha raccontato gli adolescenti che hanno espresso i sogni, incubi e desideri vissuti durante la pandemia.

Il Festival della Fotografia Etica ha accolto anche una tappa del progetto RESET di Sistema Festival Fotografia, con tre mostre a Palazzo Modignani. La prima del fotografo Francesco Andreoli con (UN)Vaxxed , foto-inchiesta iniziata a dicembre 2019 che affronta il tema delle vaccinazioni; la seconda ha visto protagonisti Jean-Marc Caimi e Valentina Piccini con il progetto Questa terra è la mia terra, che racconta l’epidemia della Xylella Fastidiosa - un patogeno batterico - nella penisola salentina negli ultimi sette anni che uccide in poco tempo gli alberi; infine Mattia Marzorati con La terra dei buchi, che ha raccontato di industrie inquinanti, discariche e cave che hanno rappresentato una enorme risorsa per il business dell’interramento dei rifiuti.

Infine, il Premio Voglino, esposto nello spazio espositivo della Banca Centropadana, è stato assegnato ad Alfredo Bosco e al suo “Forgotten Guerrero”, reportage che documenta l’attuale situazione politica e sociale dello stato messicano di Guerrero, un posto unico per la violenza e i disordini nella guerra per le droghe del paese.