L’alfabeto del lockdown

I progetti fotografici legati al lockdown sono stati, nel periodo da marzo 2020 in poi, veramente tanti.
C’è chi ha fatto shooting in videochiamata/videocall, chi ha raccontato le città vuote, chi le persone colpite dalla pandemia.

Nessuno poteva però entrare nelle case per vedere come il lockdown veniva vissuto, i risvolti psicologici che ognuno di noi ha subito, l’alienazione, la paura, il dovere sopravvivere giorno dopo giorno, da soli.

Il mio progetto quindi ha esplorato l’interno delle case, il lockdown vissuto da me in primis e probabilmente da molte altre persone sole. L’ho fatto usando l’alfabeto, 21 parole chiave che per me hanno rappresentato il “cancello chiuso” oltre la portineria del complesso di ve abito.
Ad ogni parola ho associato un’immagine che rappresentava, a mio avviso, la parola stessa e che permetta di visualizzare la sensazione che quella stessa singola parola innesca nella nostra mente.

Se ci sono riuscita sta a voi dirlo, io ve le propongo così, senza nessuna ulteriore descrizione perché ognuno di voi veda ciò che anch’egli ha vissuto e purtroppo continuerà per molti aspetti a vivere.