Monterosa ski 4.0

Monterosa 4.0

Sono sempre stato affascinato dai gatti delle nevi, che di sera, dopo una giornata di sci, percorrevano le piste per rimetterle in ordine e prepararle per il giorno dopo. Ho così chiesto ad Eric Gaspard e Fabio Frachey, “gattisti” di provata esperienza, se potevo partecipare e documentare fotograficamente una loro giornata (serata) di lavoro. Ho cosi scoperto quanto sia oggi giorno tecnologico il lavoro di questi uomini e delle macchine che conducano, macchine che dal basso e di notte, per noi profani, evocano un che di misterioso. Dicevamo della tecnologia: lo spessore del manto nevoso della pista attualmente è controllato dal satellite che informa la centrale operativa che poi rimanda le informazioni sul computer di cui ogni gatto è dotato. Il computer regola anche la proiezione sulla pista di una luce verde dove il manto è più sottile del dovuto e rossa dove invece è più spesso, il “gattista” provvede così a rendere omogeneo lo spessore. Rimane comunque un mestiere abbastanza pericoloso, che richiede esperienza e perfetta conoscenza del terreno. In alcuni tratti, dove la pendenza è particolarmente accentuata, la macchina viene ancorata ad un appiglio con un robusto cavo di acciaio. A comandare comunque è sempre la natura: a 2600 metri una tormenta di neve ha quasi azzerato la visibilità. Inoltre, la neve fresca o bagnata dalla pioggia può favorire, nonostante gli enormi cingoli, il pattinamento del gatto che va quindi immediatamente messo in diagonale per arrestarne la progressione verso valle. Nonostante tutte la tecnologia di cui si possa disporre, l’esperienza, la conoscenza ed il rispetto dell’ambiente rimangono aspetti fondamentali.